#torinese

9.2K images
Poi ti ricordi che il #caffe a #torino è un momento di #tristezza assoluta che si #gusta in #solitudine perché il #torinese è troppo cupo per capire che è un #attimo da #condividere con altri. 🤷🏻‍♂️

Poi ti ricordi che il #caffe a #torino è un momento di #tristezza assoluta che si #gusta in #solitudine perché il #torinese è troppo cupo per capire che è un #attimo da #condividere con altri. 🤷🏻‍♂️

🇮🇹/🇬🇧 Da Torino all'Iran con amore.  Ladies and gents: le mie deliziose, irrinunciabili, caramelle preferite - le @pastiglieleone alla violetta .  #torineseatheart #torinesedentro
🇬🇧 : From Turin to Iran with love. Ladies and gentlemen: my delicious, must-have, favourite candies - @pastiglieleone, violets flavour .  #torinese #torino #iran #italy #italia #italian #tradizione #travel #travelbloggeritaliane #travelblogger #viaggio #donneinviaggio #expatlife #vitadaexpat #iran #italianiniran #viaggiare #hijabiblogger #hijabfashion #cute #candies #pink #kawaii #violets #candy #sweet #sweets #pastiglieleone

🇮🇹/🇬🇧 Da Torino all'Iran con amore. Ladies and gents: le mie deliziose, irrinunciabili, caramelle preferite - le @pastiglieleone alla violetta . #torineseatheart #torinesedentro 🇬🇧 : From Turin to Iran with love. Ladies and gentlemen: my delicious, must-have, favourite candies - @pastiglieleone, violets flavour . #torinese #torino #iran #italy #italia #italian #tradizione #travel #travelbloggeritaliane #travelblogger #viaggio #donneinviaggio #expatlife #vitadaexpat #iran #italianiniran #viaggiare #hijabiblogger #hijabfashion #cute #candies #pink #kawaii #violets #candy #sweet #sweets #pastiglieleone

21/9/2019, Alpignano (To), EcoCircus con Luca Regina
21/09. Luca Regina, clown e #showman #torinese, porta sul palco di FestAmbiente il suo nuovo show a impatto zero fatto di gag e illusioni EcoCircus, la greenEcomedy di Luca Regina, sul palco di FestAmbiente Il #comico torinese dà una seconda possibilità ai rifiuti che in EcoCircus diventano protagonisti di un meraviglioso show delle meraviglie dal forte messaggio ecologista. Risate green ed ecosostenibili. Ingresso libero @ecocircus #ecocircus #ecoshow #ecospettacoli #spettacolisullambiente #festambiente #legambiente #comedy #stopallaplastica #savetheworld #ecocircus Sabato 21 settembre alle 21.30, nell’ambito di FestAmbiente va in scena ad #Alpignano (Cascina Govean, Parco Bellagarda, Via Marconi 44b. Ingresso libero) EcoCircus il nuovo spettacolo di Luca Regina, artista torinese di fama internazionale formato alla Scuola del #Circo di #Mosca, che proprio da Alpignano parte con un nuovo progetto artistico in cui unisce i linguaggi della comicità e dell’illusionismo con le tematiche ambientali. Il cambiamento climatico, il surriscaldamento terrestre e le gravi conseguenze sul nostro quotidiano di scelte errate sono ormai sotto gli occhi di tutti. Il grido d’allarme lanciato da Greta Thunberg stenta a trovare ascolto da parte dei potenti della terra, ma ha destato l’attenzione di Luca Regina, clown, illusionista, showman e capocomico che, dopo aver calcato i palcoscenici di tutto il mondo, ha scelto di creare uno spettacolo che diverte…
Link: https://www.prestigiazione.it/wp/21-9-2019-alpignano-to-ecocircus-con-luca-regina/

21/9/2019, Alpignano (To), EcoCircus con Luca Regina 21/09. Luca Regina, clown e #showman #torinese, porta sul palco di FestAmbiente il suo nuovo show a impatto zero fatto di gag e illusioni EcoCircus, la greenEcomedy di Luca Regina, sul palco di FestAmbiente Il #comico torinese dà una seconda possibilità ai rifiuti che in EcoCircus diventano protagonisti di un meraviglioso show delle meraviglie dal forte messaggio ecologista. Risate green ed ecosostenibili. Ingresso libero @ecocircus #ecocircus #ecoshow #ecospettacoli #spettacolisullambiente #festambiente #legambiente #comedy #stopallaplastica #savetheworld #ecocircus Sabato 21 settembre alle 21.30, nell’ambito di FestAmbiente va in scena ad #Alpignano (Cascina Govean, Parco Bellagarda, Via Marconi 44b. Ingresso libero) EcoCircus il nuovo spettacolo di Luca Regina, artista torinese di fama internazionale formato alla Scuola del #Circo di #Mosca, che proprio da Alpignano parte con un nuovo progetto artistico in cui unisce i linguaggi della comicità e dell’illusionismo con le tematiche ambientali. Il cambiamento climatico, il surriscaldamento terrestre e le gravi conseguenze sul nostro quotidiano di scelte errate sono ormai sotto gli occhi di tutti. Il grido d’allarme lanciato da Greta Thunberg stenta a trovare ascolto da parte dei potenti della terra, ma ha destato l’attenzione di Luca Regina, clown, illusionista, showman e capocomico che, dopo aver calcato i palcoscenici di tutto il mondo, ha scelto di creare uno spettacolo che diverte… Link: https://www.prestigiazione.it/wp/21-9-2019-alpignano-to-ecocircus-con-luca-regina/

⠀
DRIIINNNN...
⠀
Il Palazzo Campana sorge a Torino, in via Carlo Alberto 10, ed è attualmente la sede del Dipartimento di Matematica Giuseppe Peano dell'Università di Torino.
Iniziato a costruire nel 1675, fu completato verso la metà del Settecento, divenendo la sede della congregazione dei Padri Filippini. Quando il governo napoleonico soppresse la congregazione nel 1801, il palazzo fu adibito a caserma per ritornare, con la Restaurazione del 1814, di proprietà dei Filippini. Con la definitiva soppressione dell'ordine decretata nel 1855, l'edificio, dopo un rifacimento delle strutture interne per opera dell'architetto Alessandro Mazzucchetti, divenne la sede del Ministero dei Lavori pubblici, ospitando altresì le poste centrali di Torino.

Ed è proprio in questa sede che hanno luogo i corsi UNIPOP, ovvero L'UNIVERSITÀ POPOLARE DI TORINO .
Da non confondere con l'Università della terza età, questi percorsi sono seguiti da persone di tutte le età.
Negli ultimi 25 anni la Fondazione Università Popolare di Torino ha permesso ad oltre 100.000 persone di accedere ai propri corsi. 
Con una quota di 150 euro, si può frequentare dal lunedì al venerdì. Più di 100 corsi aperti a tutti: non è richiesto alcun titolo di studio e non ci sono limiti di età.
Si spazia dall'area umanistica, lingue straniere e letteratura, teatro, filosofia, psicologia, fotografia, giardinaggio, scrittura, scacchi, criminologia, musica. 
Ormai sono 2 anni che Marina puntualmente, al 22 ottobre, ritorna sui banchi di scuola.
Ha frequentato corsi di Fotografia, Personal Branding, Filosofia, Giornalismo, Bellezza e Benessere.
Docenti super qualificati, attestati di fine corso, tante nuove amicizie e la voglia di non fermarsi. 
Cosa sceglierà quest'anno? Forse dare una spolveratina al suo inglese scolastico? Oppure un corso di scrittura? Staremo a vedere, ma una cosa è chiara: si invecchia solo se si vuole! Ed è l'ultima cosa che lei vuole!
E nelle vostre città c'è qualcosa di simile?
 Su @mentivagabonde (link in bio) potete leggere di più 😉 
Illustration by @loryfashion  foto by @lory_designer outfit @relovetorino

⠀ DRIIINNNN... ⠀ Il Palazzo Campana sorge a Torino, in via Carlo Alberto 10, ed è attualmente la sede del Dipartimento di Matematica Giuseppe Peano dell'Università di Torino. Iniziato a costruire nel 1675, fu completato verso la metà del Settecento, divenendo la sede della congregazione dei Padri Filippini. Quando il governo napoleonico soppresse la congregazione nel 1801, il palazzo fu adibito a caserma per ritornare, con la Restaurazione del 1814, di proprietà dei Filippini. Con la definitiva soppressione dell'ordine decretata nel 1855, l'edificio, dopo un rifacimento delle strutture interne per opera dell'architetto Alessandro Mazzucchetti, divenne la sede del Ministero dei Lavori pubblici, ospitando altresì le poste centrali di Torino. Ed è proprio in questa sede che hanno luogo i corsi UNIPOP, ovvero L'UNIVERSITÀ POPOLARE DI TORINO . Da non confondere con l'Università della terza età, questi percorsi sono seguiti da persone di tutte le età. Negli ultimi 25 anni la Fondazione Università Popolare di Torino ha permesso ad oltre 100.000 persone di accedere ai propri corsi. Con una quota di 150 euro, si può frequentare dal lunedì al venerdì. Più di 100 corsi aperti a tutti: non è richiesto alcun titolo di studio e non ci sono limiti di età. Si spazia dall'area umanistica, lingue straniere e letteratura, teatro, filosofia, psicologia, fotografia, giardinaggio, scrittura, scacchi, criminologia, musica. Ormai sono 2 anni che Marina puntualmente, al 22 ottobre, ritorna sui banchi di scuola. Ha frequentato corsi di Fotografia, Personal Branding, Filosofia, Giornalismo, Bellezza e Benessere. Docenti super qualificati, attestati di fine corso, tante nuove amicizie e la voglia di non fermarsi. Cosa sceglierà quest'anno? Forse dare una spolveratina al suo inglese scolastico? Oppure un corso di scrittura? Staremo a vedere, ma una cosa è chiara: si invecchia solo se si vuole! Ed è l'ultima cosa che lei vuole! E nelle vostre città c'è qualcosa di simile? Su @mentivagabonde (link in bio) potete leggere di più 😉 Illustration by @loryfashion  foto by @lory_designer outfit @relovetorino

Conosci questo locale?
.
.

Etiko |Via Filippo Juvarra  13a| Zona Quadrilatero romano
.
.

#bistrot #colazione #pranzo #cena #sostenibilità .
.

#havefun #torinoèlamiacittà
.
.

Photo: Etiko bistrot

Conosci questo locale? . . Etiko |Via Filippo Juvarra 13a| Zona Quadrilatero romano . . #bistrot #colazione #pranzo #cena #sostenibilità . . #havefun #torinoèlamiacittà . . Photo: Etiko bistrot

⠀
UN ARCOBALENO DI PAROLE
Suonava alla porta il rappresentante de "I QUINDICI". Erano i primi anni '60, le enciclopedie a fascicoli  invadevano le case, come il maestro Manzi che con il suo "NON È MAI TROPPO TARDI" insegnava all’Italia in TV. 
Era un'enciclopedia molto diffusa in Italia negli anni '60/70, composta da 15 volumi (da cui il nome) e venduta porta a porta con pagamento rateale.
I primi 14 volumi erano per i ragazzi (che ancora non conoscevano i videogiochi e andavano a nanna dopo Carosello) , mentre il quindicesimo, intitolato "Voi e il vostro bambino", si rivolgeva ai genitori con quasi 600 voci su come avrebbero dovuto conoscere, educare e curare i propri figli.

Il direttore dell'opera era Armando Guidetti, mentre Filippo Maggi curò la parte grafica. Caratterizzati da bellissimi dorsi multicolor, creavano un arcobaleno riconoscibile a distanza sulle librerie di casa.

Manco a dirsi, Marina fece il diavolo a quattro affinché mamma e papà acconsentissero a firmare il contratto e quei coloratissimi volumi prendessero la destinazione di casa sua. 
Quante volte Marina ha maneggiato il volume 9: FARE e COSTRUIRE, una sorta di Art Attack cartaceo!
Ha creato di tutto, dai segnalibri, alla stella di Natale fatta con le mollette del bucato rotte a metà usata come sottopentola, angioletti segnaposto con improbabili imbuti. Piccoli capolavori magari un po' sbilenchi, con la colla che non teneva, che la testa degli angioletti che si staccava, che appena ci mettevi la pentola le mollette si scollavano e la stella restava a metà. 
Ha aperto occhi e mente sulle meraviglie della scienza e della tecnica (Come funzionano le cose, Il mondo e lo spazio, Come si fanno le cose, Scienziati e inventori, Cosa fanno gli uomini), cresceva il suo interesse per la storia (Come le cose cambiano, Pionieri e patrioti, Personaggi da conoscere), la natura (La vita intorno a noi), la geografia (Luoghi da conoscere, Feste e Costumi).
E poi c'erano Racconti e fiabe e Poesie e Rime. 
Le hanno insegnato l'amore per le parole con poesie e brani riadattati di Pascoli, Carducci,  D’Annunzio, De Amicis, Ada Negri, Pezzani, Ungaretti.

E voi li ricordate?
⠀
Illustration by @loryfash

⠀ UN ARCOBALENO DI PAROLE Suonava alla porta il rappresentante de "I QUINDICI". Erano i primi anni '60, le enciclopedie a fascicoli  invadevano le case, come il maestro Manzi che con il suo "NON È MAI TROPPO TARDI" insegnava all’Italia in TV. Era un'enciclopedia molto diffusa in Italia negli anni '60/70, composta da 15 volumi (da cui il nome) e venduta porta a porta con pagamento rateale. I primi 14 volumi erano per i ragazzi (che ancora non conoscevano i videogiochi e andavano a nanna dopo Carosello) , mentre il quindicesimo, intitolato "Voi e il vostro bambino", si rivolgeva ai genitori con quasi 600 voci su come avrebbero dovuto conoscere, educare e curare i propri figli. Il direttore dell'opera era Armando Guidetti, mentre Filippo Maggi curò la parte grafica. Caratterizzati da bellissimi dorsi multicolor, creavano un arcobaleno riconoscibile a distanza sulle librerie di casa. Manco a dirsi, Marina fece il diavolo a quattro affinché mamma e papà acconsentissero a firmare il contratto e quei coloratissimi volumi prendessero la destinazione di casa sua. Quante volte Marina ha maneggiato il volume 9: FARE e COSTRUIRE, una sorta di Art Attack cartaceo! Ha creato di tutto, dai segnalibri, alla stella di Natale fatta con le mollette del bucato rotte a metà usata come sottopentola, angioletti segnaposto con improbabili imbuti. Piccoli capolavori magari un po' sbilenchi, con la colla che non teneva, che la testa degli angioletti che si staccava, che appena ci mettevi la pentola le mollette si scollavano e la stella restava a metà. Ha aperto occhi e mente sulle meraviglie della scienza e della tecnica (Come funzionano le cose, Il mondo e lo spazio, Come si fanno le cose, Scienziati e inventori, Cosa fanno gli uomini), cresceva il suo interesse per la storia (Come le cose cambiano, Pionieri e patrioti, Personaggi da conoscere), la natura (La vita intorno a noi), la geografia (Luoghi da conoscere, Feste e Costumi). E poi c'erano Racconti e fiabe e Poesie e Rime. Le hanno insegnato l'amore per le parole con poesie e brani riadattati di Pascoli, Carducci,  D’Annunzio, De Amicis, Ada Negri, Pezzani, Ungaretti. E voi li ricordate? ⠀ Illustration by @loryfash

Buon lunedì a tutti, iniziamo la settimana #torinese con uno scatto #landscape dai colori così intesi tanto da sembrare un dipinto colorato a mano. complimenti per l'ottimo scatto di @brune.love 📸 . •
•
📷 Foto di @brune.love
•
📎 Selezionata da @tommasoagate
•
Utilizza i nostri hashtag ufficiali per raccontare Torino e la sua provincia insieme a noi: #IgersTorino

Buon lunedì a tutti, iniziamo la settimana #torinese con uno scatto #landscape dai colori così intesi tanto da sembrare un dipinto colorato a mano. complimenti per l'ottimo scatto di @brune.love 📸 . • • 📷 Foto di @brune.love • 📎 Selezionata da @tommasoagate • Utilizza i nostri hashtag ufficiali per raccontare Torino e la sua provincia insieme a noi: #IgersTorino

⠀
UN SABATO BELLO
Che ci fa Marina sul Ristocolor?
Il Ristocolor è in vecchio tram di Torino adibito a ristorante. 
Puoi scegliere tra un'apericena con un giro da 50 minuti partendo da Piazza Castello, Porta Palazzo, le Porte Palatine, Piazza Statuto, comodamente seduta a tavola, assaporando le prelibatezze del rinomato ristorante Celestino di Piobesi, o una gustosa cena completa.
Il tutto con ottimo servizio e super cortesia dei camerieri.
E in attesa il pomeriggio l'ha trascorso a girovagare per la città con la sua cara amica. 
Il mercato di corso Palestro al sabato è un tripudio di suoni, profumi, colori. Da sempre lei ama la particolare atmosfera che si respira tra le bancarelle. Le ha sempre dato l'impressione di essere in un piccolo paesino, laddove tutti si conoscono e si ritrovano. 
Lasciato il mercato, da via Santa Chiara, arriva a piazza Savoia. Situata nel centro storico noto come Quadrilatero Romano, tra via Corte d'Appello e via della Consolata, suscita interesse per via dell'obelisco che troneggia al suo centro. È dedicata alla regione della Savoia, un tempo possedimento del regno di Sardegna, sebbene si pensi sia rivolta alla omonima dinastia di Casa Savoia.

L' obelisco in granito di Baveno, alto 21 metri fu eretto nel 1853 a ricordo delle leggi Siccardi del 1850 e fu progettato dal pittore e scultore Luigi Quarenghi. 
Il monumento contiene i nomi degli 800 comuni che sostennero l'opera, scolpiti su tutti i lati. 
Il giorno della posa della prima pietra, il 17 giugno 1852, furono murati nel basamento i numeri 141-142 della Gazzetta del Popolo, una copia della legge Siccardi, monete, semi di riso, grissini e una bottiglia di vino Barbera.
Fu volutamente collocato in una piazza prossima al Santuario della Consolata, sede della principale devozione cittadina. 
Durante la seconda guerra mondiale, i combattimenti rischiarono di abbatterlo: furono sparati alcuni colpi di mortaio in direzione di piazza Savoia, danneggiando il monumento e facendolo vacillare. Rimasto in piedi, fu restaurato a guerra terminata. Il secondo restauro nel 1993.
⠀
Marina indossa una collana per @oggi.creiamo
Illustration by @loryfashion foto @lory_designer

⠀ UN SABATO BELLO Che ci fa Marina sul Ristocolor? Il Ristocolor è in vecchio tram di Torino adibito a ristorante.  Puoi scegliere tra un'apericena con un giro da 50 minuti partendo da Piazza Castello, Porta Palazzo, le Porte Palatine, Piazza Statuto, comodamente seduta a tavola, assaporando le prelibatezze del rinomato ristorante Celestino di Piobesi, o una gustosa cena completa. Il tutto con ottimo servizio e super cortesia dei camerieri. E in attesa il pomeriggio l'ha trascorso a girovagare per la città con la sua cara amica. Il mercato di corso Palestro al sabato è un tripudio di suoni, profumi, colori. Da sempre lei ama la particolare atmosfera che si respira tra le bancarelle. Le ha sempre dato l'impressione di essere in un piccolo paesino, laddove tutti si conoscono e si ritrovano. Lasciato il mercato, da via Santa Chiara, arriva a piazza Savoia. Situata nel centro storico noto come Quadrilatero Romano, tra via Corte d'Appello e via della Consolata, suscita interesse per via dell'obelisco che troneggia al suo centro. È dedicata alla regione della Savoia, un tempo possedimento del regno di Sardegna, sebbene si pensi sia rivolta alla omonima dinastia di Casa Savoia. L' obelisco in granito di Baveno, alto 21 metri fu eretto nel 1853 a ricordo delle leggi Siccardi del 1850 e fu progettato dal pittore e scultore Luigi Quarenghi. Il monumento contiene i nomi degli 800 comuni che sostennero l'opera, scolpiti su tutti i lati. Il giorno della posa della prima pietra, il 17 giugno 1852, furono murati nel basamento i numeri 141-142 della Gazzetta del Popolo, una copia della legge Siccardi, monete, semi di riso, grissini e una bottiglia di vino Barbera. Fu volutamente collocato in una piazza prossima al Santuario della Consolata, sede della principale devozione cittadina. Durante la seconda guerra mondiale, i combattimenti rischiarono di abbatterlo: furono sparati alcuni colpi di mortaio in direzione di piazza Savoia, danneggiando il monumento e facendolo vacillare. Rimasto in piedi, fu restaurato a guerra terminata. Il secondo restauro nel 1993. ⠀ Marina indossa una collana per @oggi.creiamo Illustration by @loryfashion foto @lory_designer

Il piccolo Buddy (8 kg). Tre anni, simpatico e coccolone vi aspetta in rifugio 🤗. Per info 348 7453808 ☎️ pagina Fb ➡️Rifugio anello di re salomone Piverone #adotta #caniditagliapiccola #buddy #adopt #adoption #torinese #biellese #vercellese #canavese #ivrealabella #portamiacasaconte #rifugiodipiverone

Il piccolo Buddy (8 kg). Tre anni, simpatico e coccolone vi aspetta in rifugio 🤗. Per info 348 7453808 ☎️ pagina Fb ➡️Rifugio anello di re salomone Piverone #adotta #caniditagliapiccola #buddy #adopt #adoption #torinese #biellese #vercellese #canavese #ivrealabella #portamiacasaconte #rifugiodipiverone

⠀
OGGI È IL MIO COMPLEANNO 
Rubo la scena a Marina, faccio la prima donna e mi racconto. 
Loredana, segno zodiacale Vergine, ascendente Vergine🤦
Altolà che vi vedo fare le facce brutte e pensare... ussignur che rompiballe, testa dura, pignola, cocciuta che vuole avere sempre ragione, ecc...
Tutto giusto, ma aggiungo onesta fino al midollo, sincera che alle volte un po' più di diplomazia male non mi avrebbe fatto, e con un gran cuore. 
E poi io lo sento profondamente il legame al mio elemento: la terra!
Nasco quindi in un lontano 15 settembre a Torino. 
Ho origini sarde da parte di bisnonno paterno. 
Sono una bimba bella, felice e paffutella.
Cresco bene.
Studio. 
Scuole elementari, medie, ragioneria.
Io che odio i numeri e adoro le parole.
Ma si sa. 
In quegli anni là o facevi la segretaria d'azienda o la ragioniera. Che ti assicuravi il futuro, ed era come andare all'università. 
Io che volevo fare la pentnoira!
Terminata la scuola subito a lavorare nella boita vicino a casa.
Ma i numeri mi vanno stretti, il lavoro di contabile pure. 
Decido. 
Seguo un master di grafica pubblicitaria. 
Mi piace, mi appassiona.
Cambio mansione: da contabile divento la responsabile per le bozze stampa e grafica. Bello, ma voglio di più.
Finito il corso, mi viene proposto di insegnare grafica. Accetto. 
Continuo a formarmi, divento Adobe Certified Instructor, seguo corsi di formazione Marketing, Comunicazione e web. 
Ora insegno Marketing, Comunicazione e Web. 
Continuo per restare sempre aggiornata. 
Insegnare mi piace, anche privatamente, anche su Skype.
E nel tempo libero? 
Amo la natura, corro, leggo, medito, ascolto musica. 
Sono Operatore Reiki 2°livello, suono le Campane Tibetane, pratico Ho'oponopono. 
Ho un cagnolina, una gatta e un marito. 
Amo tutti gli animali (gli uomini un po' meno), adoro i gatti.
Odio i falsi, gli ipocriti, gli opportunisti.
Non litigo, mi allontano. 
Amo la solitudine. Continuo a cercare me stessa. 
A volte mi trovo, a volte mi perdo. 
Sono simpatica, odiosa, cordiale, scorbutica, amabile, detestabile, permalosa. 
E ora voglio una marea di AUGURI, altrimenti vi faccio il broncio😊

⠀ OGGI È IL MIO COMPLEANNO Rubo la scena a Marina, faccio la prima donna e mi racconto. Loredana, segno zodiacale Vergine, ascendente Vergine🤦 Altolà che vi vedo fare le facce brutte e pensare... ussignur che rompiballe, testa dura, pignola, cocciuta che vuole avere sempre ragione, ecc... Tutto giusto, ma aggiungo onesta fino al midollo, sincera che alle volte un po' più di diplomazia male non mi avrebbe fatto, e con un gran cuore. E poi io lo sento profondamente il legame al mio elemento: la terra! Nasco quindi in un lontano 15 settembre a Torino. Ho origini sarde da parte di bisnonno paterno. Sono una bimba bella, felice e paffutella. Cresco bene. Studio. Scuole elementari, medie, ragioneria. Io che odio i numeri e adoro le parole. Ma si sa. In quegli anni là o facevi la segretaria d'azienda o la ragioniera. Che ti assicuravi il futuro, ed era come andare all'università. Io che volevo fare la pentnoira! Terminata la scuola subito a lavorare nella boita vicino a casa. Ma i numeri mi vanno stretti, il lavoro di contabile pure. Decido. Seguo un master di grafica pubblicitaria. Mi piace, mi appassiona. Cambio mansione: da contabile divento la responsabile per le bozze stampa e grafica. Bello, ma voglio di più. Finito il corso, mi viene proposto di insegnare grafica. Accetto. Continuo a formarmi, divento Adobe Certified Instructor, seguo corsi di formazione Marketing, Comunicazione e web. Ora insegno Marketing, Comunicazione e Web. Continuo per restare sempre aggiornata. Insegnare mi piace, anche privatamente, anche su Skype. E nel tempo libero? Amo la natura, corro, leggo, medito, ascolto musica. Sono Operatore Reiki 2°livello, suono le Campane Tibetane, pratico Ho'oponopono. Ho un cagnolina, una gatta e un marito. Amo tutti gli animali (gli uomini un po' meno), adoro i gatti. Odio i falsi, gli ipocriti, gli opportunisti. Non litigo, mi allontano. Amo la solitudine. Continuo a cercare me stessa. A volte mi trovo, a volte mi perdo. Sono simpatica, odiosa, cordiale, scorbutica, amabile, detestabile, permalosa. E ora voglio una marea di AUGURI, altrimenti vi faccio il broncio😊

Possiamo insultarci e allontanarci ma avremo sempre la consapevolezza che ci saremo sempre e comunque luna per l’altra ❤️ #family #little #sister #saturday #night #womans #italy #piemont #settimo #torinese #love

Possiamo insultarci e allontanarci ma avremo sempre la consapevolezza che ci saremo sempre e comunque luna per l’altra ❤️ #family #little #sister #saturday #night #womans #italy #piemont #settimo #torinese #love

🥂Si trova sempre una ragione per brindare, ricominciare, ricordare o dimenticare 🎶 •
•
•
#negroni #campari #lapostooggimaèunafotodiieri #maimollare #allimitedeisogni #iphonecam #iphone #torinese #quellocolcane #minchiajohnny #aspiagovunque #naspi

🥂Si trova sempre una ragione per brindare, ricominciare, ricordare o dimenticare 🎶 • • • #negroni #campari #lapostooggimaèunafotodiieri #maimollare #allimitedeisogni #iphonecam #iphone #torinese #quellocolcane #minchiajohnny #aspiagovunque #naspi

Gli amici di Osteria San Carlo ci portano direttamente oltreoceano, New York 🇺🇸🥃
.
.
#Repost @sancarlonyc
• • • • • •
How's your back to work going? The beloved, truly Torinese Amaro San Simone is back at work, too. Come savor it after lunch or dinner!⁠
.⁠
.⁠
.⁠
⁠#SanCarloNyc #cheers #newforkcity #italianbar #italianrestaurant #bartendersbible #thirstythursday #mixologist #delish #italianrestaurant #foodie #grubstreet #drinkwithfriends #manhattanfood #fresheats #newyorkrestaurant #nycfoodie #timeoutnyc #puregluttony #eatingny #yelpeatesnyc #nydrinks #nycpartylife #chieats #lifeofafoodie #soho⁠nyc #sansimone #torinese #turin #torino⁠

Gli amici di Osteria San Carlo ci portano direttamente oltreoceano, New York 🇺🇸🥃 . . #Repost @sancarlonyc • • • • • • How's your back to work going? The beloved, truly Torinese Amaro San Simone is back at work, too. Come savor it after lunch or dinner!⁠ .⁠ .⁠ .⁠ ⁠#SanCarloNyc #cheers #newforkcity #italianbar #italianrestaurant #bartendersbible #thirstythursday #mixologist #delish #italianrestaurant #foodie #grubstreet #drinkwithfriends #manhattanfood #fresheats #newyorkrestaurant #nycfoodie #timeoutnyc #puregluttony #eatingny #yelpeatesnyc #nydrinks #nycpartylife #chieats #lifeofafoodie #soho⁠nyc #sansimone #torinese #turin #torino

⠀
UN UOMO PER AMICO 
A Marina piace molto camminare in mezzo alla natura, e appena può scappa al Parco della Pellerina per farsi una bella passeggiata tra il verde.
A volte ascoltando il suono dei suoi passi, a volta ascoltando musica.
E io Lory a volte la accompagno. Preferisco correre, ma per farle compagnia, cammino insieme a lei.
Ed è così che sentiamo la canzone "Una donna per amico" dell'indimenticabile Battisti. Una canzone che sembra scritta apposta per me, solo che è "Un uomo per amico".
⠀
Avevamo 27/28 anni all'incirca Enzo ed io, e in comune due amori finiti male. Io con un grande stronzo, che chiamavamo "il porco", lui con una grande stronza che chiamava "la gatta". Tutti e due mollati di brutto, tutti e due nella stessa compagnia, abbiamo iniziato ad uscire insieme.
No, non in quel senso.
Nel senso che uscivamo a spiare i nostri due ex. A quel tempo si chiamava pedinamento, oggi si chiamerebbe stalking.
Non facevamo male a nessuno, solo a noi stessi. Prima spiavamo il mio ex. Ore ed ore in macchina davanti all'appartamento dove lui portava la sua nuova fidanzata, poi di corsa sotto casa della sua ex per vedere se sotto c'era la macchina del suo nuovo fidanzato.
Che a pensarci ora mi scappa da ridere e ricordo con dolcezza quel periodo, ma che allora quanto male faceva.
Inverni freddi, estati bollenti si sono susseguite, e ci hanno visti imperterriti sempre su quella macchina.Tante sere, troppi anni, tante parole, sempre lo stesso dolore, sempre noi due.
Siamo andati al mare, abbiamo dormito nello stesso letto, abbiamo riso, abbiamo pianto, abbiamo litigato. 
Ma siamo restati solo e sempre amici. 
Poi ci è passata. Io gli ho fatto conoscere una mia amica con cui andavo in palestra, e io ho incontrato mio marito. 
Lui è oggi felicemente sposato e io pure. 
Abita in un'altra città, ma non ci siamo mai persi. Ci sentiamo su Skype o con WhatsApp. A ricordare con nostalgia quei tempi che hanno sigillato la nostra amicizia.
⠀ "Le conseguenze spesso fan soffrire,
a turno ci dobbiamo consolare
e tu, amica cara, mi consoli
perché ci ritroviamo sempre soli"
⠀
E voi la credete possibile un'amicizia tra uomo e donna?
⠀
Illustration by @loryfashion

⠀ UN UOMO PER AMICO A Marina piace molto camminare in mezzo alla natura, e appena può scappa al Parco della Pellerina per farsi una bella passeggiata tra il verde. A volte ascoltando il suono dei suoi passi, a volta ascoltando musica. E io Lory a volte la accompagno. Preferisco correre, ma per farle compagnia, cammino insieme a lei. Ed è così che sentiamo la canzone "Una donna per amico" dell'indimenticabile Battisti. Una canzone che sembra scritta apposta per me, solo che è "Un uomo per amico". ⠀ Avevamo 27/28 anni all'incirca Enzo ed io, e in comune due amori finiti male. Io con un grande stronzo, che chiamavamo "il porco", lui con una grande stronza che chiamava "la gatta". Tutti e due mollati di brutto, tutti e due nella stessa compagnia, abbiamo iniziato ad uscire insieme. No, non in quel senso. Nel senso che uscivamo a spiare i nostri due ex. A quel tempo si chiamava pedinamento, oggi si chiamerebbe stalking. Non facevamo male a nessuno, solo a noi stessi. Prima spiavamo il mio ex. Ore ed ore in macchina davanti all'appartamento dove lui portava la sua nuova fidanzata, poi di corsa sotto casa della sua ex per vedere se sotto c'era la macchina del suo nuovo fidanzato. Che a pensarci ora mi scappa da ridere e ricordo con dolcezza quel periodo, ma che allora quanto male faceva. Inverni freddi, estati bollenti si sono susseguite, e ci hanno visti imperterriti sempre su quella macchina.Tante sere, troppi anni, tante parole, sempre lo stesso dolore, sempre noi due. Siamo andati al mare, abbiamo dormito nello stesso letto, abbiamo riso, abbiamo pianto, abbiamo litigato. Ma siamo restati solo e sempre amici. Poi ci è passata. Io gli ho fatto conoscere una mia amica con cui andavo in palestra, e io ho incontrato mio marito. Lui è oggi felicemente sposato e io pure. Abita in un'altra città, ma non ci siamo mai persi. Ci sentiamo su Skype o con WhatsApp. A ricordare con nostalgia quei tempi che hanno sigillato la nostra amicizia. ⠀ "Le conseguenze spesso fan soffrire, a turno ci dobbiamo consolare e tu, amica cara, mi consoli perché ci ritroviamo sempre soli" ⠀ E voi la credete possibile un'amicizia tra uomo e donna? ⠀ Illustration by @loryfashion

Da Amazon Italia: come cantava Vinicio Capossela "Tanco del Murazzo", e quindi siamo nella straordinaria Torino. Dedico questa foto a tutti i torinesi e ringrazio per la sua magnanimità la nostra nuova lettrice Mariella. 😎😲#duecorpiunasolamente #cosimomiriglianobook #mariella #viniciocapossela #murazzi #piemonte #torino #amazonitalia #feltrinellitorino #mondadoritorino #ibstorino #libracciotorino #librerietorino #fieralibro #saloneinternazionaledellibro #piemontese #torinese #parcovalentino #bicerin #romanzoinuscita #piazzacastello #moleantonelliana

Da Amazon Italia: come cantava Vinicio Capossela "Tanco del Murazzo", e quindi siamo nella straordinaria Torino. Dedico questa foto a tutti i torinesi e ringrazio per la sua magnanimità la nostra nuova lettrice Mariella. 😎😲#duecorpiunasolamente #cosimomiriglianobook #mariella #viniciocapossela #murazzi #piemonte #torino #amazonitalia #feltrinellitorino #mondadoritorino #ibstorino #libracciotorino #librerietorino #fieralibro #saloneinternazionaledellibro #piemontese #torinese #parcovalentino #bicerin #romanzoinuscita #piazzacastello #moleantonelliana

#apericena

Il LAB, locale moderno con un grande dehor e una stagera fornitissima, non è solo un cocktail bar ma è anche il luogo ideale per un caffè pomeridiano, un aperitivo, nonché dancefloor e dj set. 😊

Noi lo abbiamo scelto per un aperitivo di lavoro di qualche settimana fa. Link in bio! 😁

#havefun #torinoèlamiacittà

#apericena Il LAB, locale moderno con un grande dehor e una stagera fornitissima, non è solo un cocktail bar ma è anche il luogo ideale per un caffè pomeridiano, un aperitivo, nonché dancefloor e dj set. 😊 Noi lo abbiamo scelto per un aperitivo di lavoro di qualche settimana fa. Link in bio! 😁 #havefun #torinoèlamiacittà

⠀
UN MELOGRANO E UN PORTONE

Sapete che Marina ha una vera e propria passione per... i portoni?
Sì, avete capito bene. Proprio i portoni, non quelli anonimi però. 
Quelli bellissimi, lavorati, antichi, che le fanno pensare a storie passate e antiche. 
E quando ne vede uno, taac, anzi clic e il portone in questione finisce tra le sue foto.
E così oggi ha deciso di condividere con tutte voi amiche care, uno dei più belli e singolari portoni della sua amata Torino.
In uno dei prossimi post vi parlerò anche del "PORTONE DEL DIAVOLO" , ma ora veniamo a noi. " 
Camminando dunque per le strade di Torino, potreste imbattervi in alcuni bei palazzi in stile liberty. Gli edifici, realizzati da alcuni grandi architetti torinesi dell’epoca, risalgono per la maggior parte alla fine dell'Ottocento inizi Novecento, il cosiddetto periodo della Belle Epoque.

Edifici come CASA LA FLEUR, nel quartiere di Cit Turin, o VILLA SCOTT, la casa del famoso film Profondo Rosso, sono entrambe opera del torinese PIETRO FENOGLIO.

Nella zona di San Salvario, nei pressi di via Nizza, e più precisamente in via ARGENTERO, ecco il magnifico portone d’entrata di un un caratteristico palazzo che i torinesi hanno soprannominato “PORTONE DEL MELOGRANO”. L’edificio ricorda per diversi aspetti alcune case spagnole le cui caratteristiche si ritrovano nell’uso delle maioliche colorate e del ferro per sorreggere i balconi. 
Il bellissimo e particolare portone d’entrata della palazzina è in ferro battuto, dove all'interno sono scolpiti due alberi di melograno ricchi di foglioline verdi e frutti rossi, inseriti in una cornice a coda di pavone in stile floreale.
E come per la maggior parte degli edifici liberty torinesi, anche qui c’è la mano di Pietro Fenoglio che la progettò nel lontano 1907.

E nelle vostre città ci sono dei "portoni particolari?"
⠀E non c'entra nulla ma auguri a tutte le Marie e Mario.
⠀  Inspiration :@consonnigiulia che io e Marina adoriamo e che da "grandi" vorremmo essere come lei. Con la sua semplicità, la sua classe, il suo stile e la sua eleganza. Lei si definisce solo una nonna, ma chi la segue sa che così non è. È molto di più. 
Illustration by @loryfashion

⠀ UN MELOGRANO E UN PORTONE Sapete che Marina ha una vera e propria passione per... i portoni? Sì, avete capito bene. Proprio i portoni, non quelli anonimi però. Quelli bellissimi, lavorati, antichi, che le fanno pensare a storie passate e antiche. E quando ne vede uno, taac, anzi clic e il portone in questione finisce tra le sue foto. E così oggi ha deciso di condividere con tutte voi amiche care, uno dei più belli e singolari portoni della sua amata Torino. In uno dei prossimi post vi parlerò anche del "PORTONE DEL DIAVOLO" , ma ora veniamo a noi. " Camminando dunque per le strade di Torino, potreste imbattervi in alcuni bei palazzi in stile liberty. Gli edifici, realizzati da alcuni grandi architetti torinesi dell’epoca, risalgono per la maggior parte alla fine dell'Ottocento inizi Novecento, il cosiddetto periodo della Belle Epoque. Edifici come CASA LA FLEUR, nel quartiere di Cit Turin, o VILLA SCOTT, la casa del famoso film Profondo Rosso, sono entrambe opera del torinese PIETRO FENOGLIO. Nella zona di San Salvario, nei pressi di via Nizza, e più precisamente in via ARGENTERO, ecco il magnifico portone d’entrata di un un caratteristico palazzo che i torinesi hanno soprannominato “PORTONE DEL MELOGRANO”. L’edificio ricorda per diversi aspetti alcune case spagnole le cui caratteristiche si ritrovano nell’uso delle maioliche colorate e del ferro per sorreggere i balconi. Il bellissimo e particolare portone d’entrata della palazzina è in ferro battuto, dove all'interno sono scolpiti due alberi di melograno ricchi di foglioline verdi e frutti rossi, inseriti in una cornice a coda di pavone in stile floreale. E come per la maggior parte degli edifici liberty torinesi, anche qui c’è la mano di Pietro Fenoglio che la progettò nel lontano 1907. E nelle vostre città ci sono dei "portoni particolari?" ⠀E non c'entra nulla ma auguri a tutte le Marie e Mario. ⠀ Inspiration :@consonnigiulia che io e Marina adoriamo e che da "grandi" vorremmo essere come lei. Con la sua semplicità, la sua classe, il suo stile e la sua eleganza. Lei si definisce solo una nonna, ma chi la segue sa che così non è. È molto di più. Illustration by @loryfashion

🌿Little details 🌿
.
In procinto di dare l'esame di semiotica posso dire che non vedo l'ora di finire di studiare concludere questa sessione (breve, ma intensa).
.
Come stanno andando i vostri esami? ✨
.
.
.
#theyearsjourney #momentslikethese #cityview #cityphotography #filmpalette #igerstorino #torino #torinese #exploreturin #igersitalia #feliceadesso #liveauthentic #sessione #studenteincrisi #studentlife #colourpalette #igreads #igphoto #VSCOcam #acolorstorymood

🌿Little details 🌿 . In procinto di dare l'esame di semiotica posso dire che non vedo l'ora di finire di studiare concludere questa sessione (breve, ma intensa). . Come stanno andando i vostri esami? ✨ . . . #theyearsjourney #momentslikethese #cityview #cityphotography #filmpalette #igerstorino #torino #torinese #exploreturin #igersitalia #feliceadesso #liveauthentic #sessione #studenteincrisi #studentlife #colourpalette #igreads #igphoto #VSCOcam #acolorstorymood

We do catering!! Come see what we have for your next party 🥳

We do catering!! Come see what we have for your next party 🥳

Stupendo scatto fatto all interno della reggia Reale di Venaria❤❤ #piemonteturismo #piemonte #reggiadivenaria #venaria #torino #torinese #caccia #canidacaccia #giardini #tenutadicaccia

Stupendo scatto fatto all interno della reggia Reale di Venaria❤❤ #piemonteturismo #piemonte #reggiadivenaria #venaria #torino #torinese #caccia #canidacaccia #giardini #tenutadicaccia

⠀
QUEI CHIODINI COLORATI E MAGICI
Marina è sempre stata una bimba dalla salute cagionevole. Spesso e volentieri soffriva (e soffre tutt'ora) di terribili mal di gola con relativa febbre da cavallo.
Morale tanti giorni a casa da scuola, a letto ad annoiarsi. 
E allora nei giorni di convalescenza chi le teneva compagnia?
Sì, li avete riconosciuti. 
Proprio loro: i chiodini della Quercetti. 
Quanto si divertiva con tutti quei colori a fare e disfare, nuovi disegni, nuove combinazioni.
Su quella tela bianca a quadretti, prendevano forma cani, gatti, casette, alberi.

Ma forse non sapete che il famoso gioco è prodotto tutt'oggi dalla Quercetti, una fabbrica italiana, Torinese per la precisione, fondata da Alessandro Quercetti nel 1950 che nel nel tempo è cresciuta, esportando i suoi giocattoli anche all'estero.
Era il 1953 quando Alessandro Quercetti fece sua l'idea di questo gioco. Egli ne capì subito le grandi potenzialità e quando venne a conoscenza che l'azienda italiana che lo importava era fallita ne richiese, immediatamente, la distribuzione in esclusiva per l'Italia. Si accollò le spese per brevettare in Italia il gioco dei chiodini e, contestualmente creò il marchio di fabbrica Quercetti.

Alessandro Quercetti morì all'età di 90 anni. I figli Andrea, Alberto e Stefano, proseguono il lavoro del padre con l'intenzione di continuare l'attività ancora per molti anni a Torino.
Nonostante la crisi economica degli ultimi anni, la scelta di Quercetti di puntare su un prodotto educativo e formativo, realizzandolo interamente a Torino, è risultata vincente. La crescita è stata sostenuta negli ultimi anni da un piano di investimenti destinato al miglioramento delle tecnologie esistenti e ad un costante rinnovamento di linee e prodotti.

Lo stabilimento si estende oggi su una superficie di 16.000 m². La produzione media è di 7.000 prodotti finiti al giorno con punte nei periodi di alta stagionalità di 15.000 pezzi al giorno. 
Quercetti nella sua sede torinese adotta un processo produttivo progettato per ridurre al minimo gli sprechi di energia e di materiali in ciascuna fase, cercando anche di riutilizzarli il più possibile.

Ve lo ricordate?

Illustration @loryfashion

⠀ QUEI CHIODINI COLORATI E MAGICI Marina è sempre stata una bimba dalla salute cagionevole. Spesso e volentieri soffriva (e soffre tutt'ora) di terribili mal di gola con relativa febbre da cavallo. Morale tanti giorni a casa da scuola, a letto ad annoiarsi. E allora nei giorni di convalescenza chi le teneva compagnia? Sì, li avete riconosciuti. Proprio loro: i chiodini della Quercetti. Quanto si divertiva con tutti quei colori a fare e disfare, nuovi disegni, nuove combinazioni. Su quella tela bianca a quadretti, prendevano forma cani, gatti, casette, alberi. Ma forse non sapete che il famoso gioco è prodotto tutt'oggi dalla Quercetti, una fabbrica italiana, Torinese per la precisione, fondata da Alessandro Quercetti nel 1950 che nel nel tempo è cresciuta, esportando i suoi giocattoli anche all'estero. Era il 1953 quando Alessandro Quercetti fece sua l'idea di questo gioco. Egli ne capì subito le grandi potenzialità e quando venne a conoscenza che l'azienda italiana che lo importava era fallita ne richiese, immediatamente, la distribuzione in esclusiva per l'Italia. Si accollò le spese per brevettare in Italia il gioco dei chiodini e, contestualmente creò il marchio di fabbrica Quercetti. Alessandro Quercetti morì all'età di 90 anni. I figli Andrea, Alberto e Stefano, proseguono il lavoro del padre con l'intenzione di continuare l'attività ancora per molti anni a Torino. Nonostante la crisi economica degli ultimi anni, la scelta di Quercetti di puntare su un prodotto educativo e formativo, realizzandolo interamente a Torino, è risultata vincente. La crescita è stata sostenuta negli ultimi anni da un piano di investimenti destinato al miglioramento delle tecnologie esistenti e ad un costante rinnovamento di linee e prodotti. Lo stabilimento si estende oggi su una superficie di 16.000 m². La produzione media è di 7.000 prodotti finiti al giorno con punte nei periodi di alta stagionalità di 15.000 pezzi al giorno. Quercetti nella sua sede torinese adotta un processo produttivo progettato per ridurre al minimo gli sprechi di energia e di materiali in ciascuna fase, cercando anche di riutilizzarli il più possibile. Ve lo ricordate? Illustration @loryfashion

⠀
COSÌ VICINI, COSÌ SOLI

Buongiorno amiche care, fatto sogni d'oro?
Marina utilizza molto i mezzi pubblici per i suoi spostamenti quotidiani, ma ancora di più le piace camminare.
Lei sì ha una macchinetta, piccola e scassatina, ma che utilizza proprio quando non ne può fare a meno.
Non le è mai piaciuto guidare.
Quindi appena può sale su un tram, un bus o sulla metro.
Soprattutto sul tram, si rilassa tra le pagine di un bel libro o mentre guarda la città che scorre fuori dal finestrino, un po' come da bambina, nei viaggi con papà e mamma, con il naso appiccicato al finestrino per vedere il mondo correre veloce veloce.

In metro no. Tutto cambia.
Tutto acquista una dimensione diversa.
Acquista la dimensione della solitudine.
Di solitudine? Con tutto quel marasma di persone che nelle ore di punta, nemmeno riesci a tirar fuori una mano per soffiati il naso?
Sì amiche care!
⠀ Di solitudine. Perché in un mondo in cui vogliamo essere tutti connessi, tutti Social, tutti intenti a scattare quella foto, quel piatto, quella vetrina, ci perdiamo attimi di vita meravigliosa.
Laddove uno schermo ha sostituito le parole, laddove il nostro vicino potrebbe morire, lì proprio davanti a noi, e non ce ne accorgeremmo nemmeno, perché i nostri occhi non si alzano più da quel display, da quel monitor per incontrare un altro paio di occhi, per incontrare un sorriso o intercettare una lacrima che sta per sgorgare.

E per cosa poi? Per un bisogno naturale di trovare un rinforzo psicologico.
Quei “mi piace” e quei “preferito” sono ben più di opzioni su Facebook o IG. 
Significa ottenere l’approvazione di un proprio pensiero.
Significa che a qualcuno piace quella foto dove siamo ritratti con un vestito o con la macchia nuova.

Un po’ di sano egocentrismo e di autostima ci fa bene perché ci aiuta ad amarci e considerare noi stessi,  ma ogni tanto ricordiamoci anche di alzarli quegli occhi per scambiare un sorriso o semplicemente per augurare "buona giornata". Anche a quello sconosciuto seduto accanto a noi.
Ammesso che abbia "gli occhi liberi". Buona giornata amiche mie!

Illustration by @loryfashion
Fotografie by @lory_designer

⠀ COSÌ VICINI, COSÌ SOLI Buongiorno amiche care, fatto sogni d'oro? Marina utilizza molto i mezzi pubblici per i suoi spostamenti quotidiani, ma ancora di più le piace camminare. Lei sì ha una macchinetta, piccola e scassatina, ma che utilizza proprio quando non ne può fare a meno. Non le è mai piaciuto guidare. Quindi appena può sale su un tram, un bus o sulla metro. Soprattutto sul tram, si rilassa tra le pagine di un bel libro o mentre guarda la città che scorre fuori dal finestrino, un po' come da bambina, nei viaggi con papà e mamma, con il naso appiccicato al finestrino per vedere il mondo correre veloce veloce. In metro no. Tutto cambia. Tutto acquista una dimensione diversa. Acquista la dimensione della solitudine. Di solitudine? Con tutto quel marasma di persone che nelle ore di punta, nemmeno riesci a tirar fuori una mano per soffiati il naso? Sì amiche care! ⠀ Di solitudine. Perché in un mondo in cui vogliamo essere tutti connessi, tutti Social, tutti intenti a scattare quella foto, quel piatto, quella vetrina, ci perdiamo attimi di vita meravigliosa. Laddove uno schermo ha sostituito le parole, laddove il nostro vicino potrebbe morire, lì proprio davanti a noi, e non ce ne accorgeremmo nemmeno, perché i nostri occhi non si alzano più da quel display, da quel monitor per incontrare un altro paio di occhi, per incontrare un sorriso o intercettare una lacrima che sta per sgorgare. E per cosa poi? Per un bisogno naturale di trovare un rinforzo psicologico. Quei “mi piace” e quei “preferito” sono ben più di opzioni su Facebook o IG. Significa ottenere l’approvazione di un proprio pensiero. Significa che a qualcuno piace quella foto dove siamo ritratti con un vestito o con la macchia nuova. Un po’ di sano egocentrismo e di autostima ci fa bene perché ci aiuta ad amarci e considerare noi stessi, ma ogni tanto ricordiamoci anche di alzarli quegli occhi per scambiare un sorriso o semplicemente per augurare "buona giornata". Anche a quello sconosciuto seduto accanto a noi. Ammesso che abbia "gli occhi liberi". Buona giornata amiche mie! Illustration by @loryfashion Fotografie by @lory_designer

Quel senso di appartenenza inscindibile a #torino che solo un #torinese si porta sempre appresso...

Quel senso di appartenenza inscindibile a #torino che solo un #torinese si porta sempre appresso...

⠀
I NUMERI NON CI INTERESSANO

Dire che Marina è stracontenta dell'interesse e dell'incoraggiamento che giorno dopo giorno le state dimostrando è dire poco! 
E questo vostro volere condividere e la voglia di far conoscere Marina alle vostre amiche, mi solletica sempre più il desiderio di creare "la nostra rete in rosa". Tante amiche nuove con cui scambiare opinioni e punti di vista, commentare piccole o grandi cose, tutto è molto eccitante e divertente. 
Ma se c'è una cosa a cui non è minimamente interessata sono i NUMERI! 
Marina ha un intento totalmente diverso, e se un pochino avete imparato a conoscerla, sapete che è così. 
Le piacerebbe tanto riuscire a creare un luogo di comunità e di aggregazione con donne "anta" o non "anta" non importa, a cui aprire le "porte di casa sua" per ritrovarsi tutte insieme a condividere qualcosa intorno ad un tavolo virtuale in cucina, in salotto, o dove volete voi. 
Un ambiente informale e intimo, dove, come si farebbe nella vita reale, poter incontrare un'amica, esserle di aiuto in un momento di sconforto,  farci tutte insieme una bella risata, ricordare momenti di vita, commentare una bella foto o semplicemente darsi il buongiorno o la buonanotte e perché no, farla conoscere ad altre vostre amiche, come già alcune di voi mi hanno detto di voler fare, in modo da creare una bellissima rete al femminile.
Ripeto, a costo di apparire noiosa, crescere NON PER FAR NUMERO, per vanità o per megalomania. 
Crescere per per ritrovarsi tutte insieme, per un commento, per condividere uno stato d'animo non solo gioioso, anzi esattamente il contrario. Perché è proprio nei momenti meno felici che si ha bisogno di un conforto o di una parola, di un abbraccio. 
E magari vicino a noi non c'è nessuno disposto a fermarsi un attimo ad ascoltare, a guardarci negli occhi e a chiederci semplicemente "come stai?" E magari mica è detto che un'amica virtuale non sia meglio di qualcuno fisicamente vicino a noi, ma con il cuore lontano. 
Che dite, ci riusciremo tutte insieme a creare questa bellissima rete in rosa? 😉

Buonissima giornata a tutte💝

⠀ I NUMERI NON CI INTERESSANO Dire che Marina è stracontenta dell'interesse e dell'incoraggiamento che giorno dopo giorno le state dimostrando è dire poco! E questo vostro volere condividere e la voglia di far conoscere Marina alle vostre amiche, mi solletica sempre più il desiderio di creare "la nostra rete in rosa". Tante amiche nuove con cui scambiare opinioni e punti di vista, commentare piccole o grandi cose, tutto è molto eccitante e divertente. Ma se c'è una cosa a cui non è minimamente interessata sono i NUMERI! Marina ha un intento totalmente diverso, e se un pochino avete imparato a conoscerla, sapete che è così. Le piacerebbe tanto riuscire a creare un luogo di comunità e di aggregazione con donne "anta" o non "anta" non importa, a cui aprire le "porte di casa sua" per ritrovarsi tutte insieme a condividere qualcosa intorno ad un tavolo virtuale in cucina, in salotto, o dove volete voi. Un ambiente informale e intimo, dove, come si farebbe nella vita reale, poter incontrare un'amica, esserle di aiuto in un momento di sconforto,  farci tutte insieme una bella risata, ricordare momenti di vita, commentare una bella foto o semplicemente darsi il buongiorno o la buonanotte e perché no, farla conoscere ad altre vostre amiche, come già alcune di voi mi hanno detto di voler fare, in modo da creare una bellissima rete al femminile. Ripeto, a costo di apparire noiosa, crescere NON PER FAR NUMERO, per vanità o per megalomania. Crescere per per ritrovarsi tutte insieme, per un commento, per condividere uno stato d'animo non solo gioioso, anzi esattamente il contrario. Perché è proprio nei momenti meno felici che si ha bisogno di un conforto o di una parola, di un abbraccio. E magari vicino a noi non c'è nessuno disposto a fermarsi un attimo ad ascoltare, a guardarci negli occhi e a chiederci semplicemente "come stai?" E magari mica è detto che un'amica virtuale non sia meglio di qualcuno fisicamente vicino a noi, ma con il cuore lontano. Che dite, ci riusciremo tutte insieme a creare questa bellissima rete in rosa? 😉 Buonissima giornata a tutte💝

⠀
FIABE IN CITTÀ

Torino è una città magica. 
C’è sempre qualcosa da vedere e, se abitate a Torino, vi sarà capitato di imbattervi in almeno una delle romantiche e magiche sculture che popolano la città. Non c’è firma, spuntano all’improvviso e regolarmente vengono spostate, così da garantire l’effetto a sorpresa. Dietro queste opere meravigliose si nasconde il talento di Rodolfo Marasciuolo, il giardiniere-artista del comune di Torino che, oltre il suo lavoro da dipendente pubblico, regala una seconda vita a vecchie panchine vandalizzate, pezzi di grondaie e ponteggi, bici arrugginite e altri oggetti di recupero.
Basta quel pizzico di magia per stupire ogni passante ed emozionare. 
C’è un piccolo pensiero dietro ogni opera, fa notare il giardiniere. 
In piazza Castello per esempio c’è un incontro tra due insetti diversi ma somiglianti, una libellula e una farfalla: è dalla diversità che nascono le cose belle. 
Una delle opere più famose è la panchina degli innamorati nel Giardino Roccioso del Parco del Valentino, dove due lampioni si godono un momento di intimità e di tenerezza.
E come resistere alla tentazione di baciare il rospo per vedere se si trasforma in un principe?
In piazza Carlo Alberto si è ispirato ad Alice nel paese delle meraviglie: c’è una fata che legge, davanti alla Biblioteca, ma le fate non possono sedersi, e dunque ha appeso le sue ali all’attaccapanni, di fianco a lei una teiera versa il tè. I libri sono di legno, lo stesso legno recuperato dalle panchine vandalizzate della città di Torino. Dopo la lettura, la musica: dall’altra parte, verso l’Auditorium Vivaldi, una donna su una bicicletta trainata da due farfalle suona un violino. 
La storia sicuramente più affascinante è quella del giardino Lamarmora, che racconta una storia d’amore a puntate. Sono quattro opere, una per ogni stagione dell'anno. 
E Marina, in questa bella domenica, vuole andare proprio ad ammirarle.
E nelle vostre città c'è qualcosa di simile?
Buona domenica 💕 
Di più su @mentivagabonde- illustration @loryfashion - bag @zefira.bags - gioielli @oggi.creiamo

⠀ FIABE IN CITTÀ Torino è una città magica. C’è sempre qualcosa da vedere e, se abitate a Torino, vi sarà capitato di imbattervi in almeno una delle romantiche e magiche sculture che popolano la città. Non c’è firma, spuntano all’improvviso e regolarmente vengono spostate, così da garantire l’effetto a sorpresa. Dietro queste opere meravigliose si nasconde il talento di Rodolfo Marasciuolo, il giardiniere-artista del comune di Torino che, oltre il suo lavoro da dipendente pubblico, regala una seconda vita a vecchie panchine vandalizzate, pezzi di grondaie e ponteggi, bici arrugginite e altri oggetti di recupero. Basta quel pizzico di magia per stupire ogni passante ed emozionare. C’è un piccolo pensiero dietro ogni opera, fa notare il giardiniere. In piazza Castello per esempio c’è un incontro tra due insetti diversi ma somiglianti, una libellula e una farfalla: è dalla diversità che nascono le cose belle. Una delle opere più famose è la panchina degli innamorati nel Giardino Roccioso del Parco del Valentino, dove due lampioni si godono un momento di intimità e di tenerezza. E come resistere alla tentazione di baciare il rospo per vedere se si trasforma in un principe? In piazza Carlo Alberto si è ispirato ad Alice nel paese delle meraviglie: c’è una fata che legge, davanti alla Biblioteca, ma le fate non possono sedersi, e dunque ha appeso le sue ali all’attaccapanni, di fianco a lei una teiera versa il tè. I libri sono di legno, lo stesso legno recuperato dalle panchine vandalizzate della città di Torino. Dopo la lettura, la musica: dall’altra parte, verso l’Auditorium Vivaldi, una donna su una bicicletta trainata da due farfalle suona un violino. La storia sicuramente più affascinante è quella del giardino Lamarmora, che racconta una storia d’amore a puntate. Sono quattro opere, una per ogni stagione dell'anno. E Marina, in questa bella domenica, vuole andare proprio ad ammirarle. E nelle vostre città c'è qualcosa di simile? Buona domenica 💕 Di più su @mentivagabonde- illustration @loryfashion - bag @zefira.bags - gioielli @oggi.creiamo

Next page